Una passione trasformata in lavoro

Una passione trasformata in lavoro

Ho sempre avuto una profonda attrazione nei confronti delle bevande alcoliche a partire dalla birra fino ad arrivare ai distillati più ricercati, e questo mi ha portato nel corso degli anni ad approfondire gli aspetti legati ad ogni singolo prodotto.

L’amore per la birra è però il più radicato probabilmente perché ha rappresentato fin da subito una sorta di libertà.

Quella libertà che si prova solo a 16 anni, facendo decine di km in motorino per arrivare “proprio in quel pub” per bere “proprio quella birra”.

Questo mi ha spinto a provare tutto quello che il mercato poteva offrire e a fare le prime selezioni dettate unicamente dell’aspetto organolettico. Anni dopo, durante il servizio militare, ebbi la fortuna di provare una birra non pastorizzata e capii immediatamente che oltre ad essere migliore, era gestita diversamente anche a livello metabolico.

Da allora ho cercato di bere solo produzioni artigianali, dapprima estere, poi le primissime nazionali.

L’idea di produrre birra nacque quasi per caso, la classica somma di fattori; mi sono trovato ad un bivio della vita lavorativa, indeciso se mantenere una realtà stabile oppure aderire ad un’altra! Ho scelto la terza strada, quella che non esisteva ancora, quella che era tracciata solo nella mia testa!

Salute.

Filippo Bitelli

“Un km di asfalto può portarti solo più avanti; un km di sterrato può portarti ovunque.”

(cit. Anonimo)

Tratto da “Bionda a chi? La birra artigianale… un’altra storia” di Filippo Bitelli, Andrea Govoni e Michela Zanotti, pubblicato da Edizioni del Loggione srl - www.loggione.it

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Dal Giovedì al Sabato
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Lunedì e Domenica
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